antibiotici virali

Servono a difenderci da batteri e infezioni ma non da quelle virali e hanno permesso – e permettono – di salvare milioni di vite. Ma gli antibiotici possono perdere la loro efficacia se ne abusiamo o li utilizziamo in modo non corretto.

Assumere antibiotici senza prescrizione del medico, ridurre o aumentare la dose, interrompere la terapia prescritta, utilizzare gli antibiotici contro raffreddore e influenza causati da virus, ovvero da microrganismi contro i quali gli antibiotici non sono efficaci: sono gli errori più frequenti che favoriscono la selezione di batteri resistenti in grado di causare infezioni non curabili con le terapie antibiotiche disponibili.

Entro il 2050 le infezioni resistenti agli antibiotici potrebbero essere la prima causa di morte al mondo, provocando oltre 10 milioni di decesso l’anno, più di quelli attuali per cancro. Richiamare l’attenzione degli italiani sull’importanza di usare bene questi farmaci, in modo da preservarne l’efficacia contro batteri e infezioni, è l’obiettivo dell’iniziativa di sensibilizzazione “Antibiotici – La nostra difesa numero 1”, promossa dalla Società italiana terapia antinfettiva (Sita), resa possibile grazie ad un’erogazione di Merck & Co. tramite la sua consociata italiana MSD. Regole da seguire.

Regole da seguire

Per cercare di rendere consapevole il maggior numero di cittadini sui rischi legati all’abuso degli antibiotici si è fatto ricorso a uno spot per il web, in chiave horror, “Il supervampiro”, che ha come testimonial Ricky Tognazzi, un sito web, opuscoli informativi e canali social con gli hashtag #antibioticilanostradifesa #sita #vampiri.

«I cittadini sono i principali fruitori degli antibiotici e devono sapere che questi farmaci rischiano di perdere la loro efficacia – afferma Claudio Viscoli, presidente di Sita – . Gli antibiotici sono gli unici farmaci il cui cattivo uso si riflette sulle generazioni future e devono essere assunti al dosaggio giusto, per il tempo giusto e allo scopo di curare le infezioni batteriche e non quelle virali».

Guerra globale ai superbatteri resistenti

Contro l’emergenza dei superbatteri resistenti agli antibiotici poche settimane fa a New York, durante l’Assemblea Generale dell’ONU, 193 capi di Stato hanno sottoscritto una dichiarazione politica congiunta sulle linee guida mondiali per la lotta alla resistenza antimicrobica.

In Italia, il sottosegretario di Stato alla Salute, Vito De Filippo, annuncia che «entro il primo semestre del 2017 sarà sviluppato un piano nazionale per combattere le resistenze antimicrobiche basate sull’approccio One Health e gli obiettivi strategici dei Piano d’azione dell’Organizzazione mondiale della sanità. La modifica di comportamenti non corretti passa anche attraverso campagne di comunicazione come quelle promosse dall’Aifa e l’iniziativa della Sita». «La resistenza microbica è un problema globale e l’Italia è uno dei Paesi più esposti – afferma Ercole Concia, direttore della divisione Malattie infettive all’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona – . Ci sono infezioni da batteri che non rispondono più ad alcun antibiotico. Negli ospedali italiani il 45% dei ricoverati viene trattato con antibiotici, mentre un comportamento virtuoso dovrebbe collocare quest’uso fra il 25 e il 30%. Spesso è anche il paziente che si autoprescrive antibiotici o magari li ha in giacenza perché ne ha fatto uso per la precedente infezione».

No all’autoprescrizione

Secondo i dati di Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, che già in passato ha realizzato iniziative di sensibilizzazione sul tema, circa il 10% degli italiani utilizza antibiotici senza ricorrere alla prescrizione di un medico, usando le rimanenze di medicinale nelle confezioni usate in precedenti occasioni. «Per contrastare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza è necessario un approccio multisettoriale in grado di coordinare all’interno di un unico piano strategico tutte le iniziative mirate alla riduzione e all’utilizzo responsabile degli antibiotici sia per uso umano che veterinario» dice presidente di Aifa Mario Melazzini.

Lo spot

La Sita ha scelto una chiave originale per mettere in guardia il maggior numero di cittadini sul ritorno di una minaccia che sembrava consegnata definitivamente al passato: uno spot con l’irruzione di un “supervampiro” tra gli abitanti di un villaggio che si erano liberati dei vampiri ma poi avevano abusato del rimedio.

Testimonial dello spot, ideato per il web e girato nel borgo medievale di Sermoneta, è Ricky Tognazzi, affiancato da un cast di giovani attori emergenti e veterani della pellicola come Donato Placido. La regia è di Daniele Barbiero, autore di web serie e cortometraggi. «Mi è parso giusto aderire a questa campagna sugli antibiotici, dal momento che c’è ancora una notevole mancanza d’informazione su questo argomento così importante per la nostra salute – dice Ricky Tognazzi – . Per arrivare ai cittadini gli autori hanno usato immagini e linguaggi moderni su un personaggio, il vampiro, che ha una forte tradizione mediatica sia cinematografica che letteraria».

Sito e opuscoli informativi

Sul sito web www.antibioticilanostradifesa.it , insieme allo spot, sono disponibili informazioni utili sull’antibiotico-resistenza, le regole per il corretto uso degli antibiotici, video interviste con gli esperti infettivologi della Sita, un test per misurare il proprio livello di consapevolezza sul problema delle infezioni multiresistenti e strumenti di condivisione social per promuovere i corretti comportamenti legati all’uso degli antibiotici e prevenire la diffusione dei batteri. Inoltre, la Sita distribuirà negli ospedali italiani opuscoli con le 4 regole da ricordare per usare bene gli antibiotici:

  • assumerli sempre dietro prescrizione del medico
  • non assumerli per curare raffreddore e influenza
  • rispettare le dosi prescritte
  • non interrompere la terapia.
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