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Spesso il mese di gennaio porta con sé il proposito di iniziare l’ennesima dieta. Sicuri che questa sia la volta buona per liberarsi dei chili di troppo. Peccato che riuscirci sia difficile: secondo uno studio di Diane Robinson, una neuropsicologa di Orlando Health Foundation in Florida, appena l’8 per cento di chi giura su buoni propositi dietetici invernali li manterrà. E pure chi riuscirà faticosamente a perdere il 5 per cento del peso riprenderà i chili in due casi su tre.

La componente emotiva

Un panorama sconfortante che secondo la Robinson si spiega con un errore di fondo commesso da chi si mette a dieta: «La maggioranza si focalizza solo sugli aspetti “fisici” del dimagrimento, come alimentazione ed esercizio fisico: il 31 per cento dei partecipanti alla nostra indagine pensa che la sedentarietà impedisca loro di raggiungere il risultato, il 26 per cento imputa il fallimento alla sola dieta, il 17 ritiene troppo costoso uno stile di vita sano e il 12 pensa che la barriera maggiore sia la mancanza di tempo. Pochissimi credono che la componente emotiva dell’alimentazione possa “sabotare” gli sforzi per perdere peso e questo spiega perché tanti non ci riescano: per dimagrire e mantenere il risultato non dovremmo solo pensare a che cosa mangiamo, ma anche al perché lo mangiamo».

Desiderio di cibo

Il cibo infatti non è solo nutrimento: è conforto, ricordi, benessere emotivo. «Non c’è nulla di male, ma dobbiamo esserne consapevoli per prendere le dovute contromisure – osserva Robinson -. Quando il cervello prova piacere, da qualunque fonte provenga, produce dopamina e innesca potenti meccanismi di gratificazione che ci spingono a cercare ancora ciò che ha indotto il benessere. Se la sorgente dell’appagamento è il cibo bisogna fare attenzione o rischiamo di mangiare troppo tutte le volte che dobbiamo affrontare un momento di stress o quando dobbiamo consolarci se qualcosa è andato storto». In inverno peraltro lo sforzo per non pensare alle consolazioni golose è doppio: come ha dimostrato una ricerca dell’università inglese di Exeter, durante i mesi freddi abbiamo un’inconsapevole e incoercibile desiderio di cibo che spinge ad accumulare peso.

Le tavole imbandite delle feste

Un “regalo” dell’evoluzione, come spiega l’autore Andrew Higginson: «Per l’uomo primitivo era pericoloso essere sottopeso, non il contrario; così l’urgenza di mangiare si faceva più forte in inverno quando la possibilità di trovare cibo era minore. I nostri dati mostrano che il meccanismo è rimasto intatto fino a oggi, spiegando anche perché amiamo tanto le tavole imbandite e perché fatichiamo a mantenere i buoni propositi tipici di gennaio: tutti gli animali, uomo compreso, tendono ad accumulare grasso nei periodi in cui il cibo è più difficile da trovare e l’inverno lo è sempre stato per l’uomo, fino alla rivoluzione industriale. Inoltre la capacità di smettere di mangiare quando abbiamo introdotto abbastanza energia è più debole di fronte ai cibi “artificiali”, ricchi di zuccheri e aromi».

Tenere un diario alimentare

Proprio quelli che più spesso diventano il “comfort food” che risveglia le emozioni positive. Esistono contromisure efficaci? «Occorre tornare a vedere il cibo come nutrimento, non come ricompensa o mezzo per sopportare le avversità – dice Robinson -. Per riuscirci si può tenere un diario alimentare in cui registrare anche l’umore, per capire quali sentimenti ci spingono a mangiare troppo: è utile poi domandarsi quali cibi ci fanno sentire meglio e perché, se evocano ricordi piacevoli o piuttosto calmano lo stress. Soprattutto, ogni volta che stiamo per mangiare chiediamoci se abbiamo davvero fame: se la risposta è no, va compreso il motivo dell’ingiustificato appetito per contrastarlo consapevolmente».

I consigli

In linea generale una dieta depurativa consiste nel consumare per qualche giorno molta acqua, frutta e verdure, evitando tutti i piatti elaborati, le fritture e i grassi. E’ un regime alimentare che aiuta a ritrovare l’energia, di cui abbiamo bisogno, per ritornare ad affrontare gli impegni della routine quotidiana e, allo stesso tempo, per smaltire quei chili in più fastidiosi che abbiamo accumulato. Via libera, quindi, ai vegetali, ma quali scegliere in particolare?

I broccoli, ad esempio, sono ricchi di sostanze capaci di attivare enzimi, che agiscono nel processo di detossificazione dell’organismo. Le verdure a foglia verde, come l’insalata, gli spinaci, il sedano e la cicoria, essendo ricchi di clorofilla, possono disintossicare dai metalli pesanti, dagli agenti inquinanti e dalle tossine. Molto utili anche i carciofi, che esercitano un’azione depurativa nei confronti del fegato e della cistifellea e hanno un effetto diuretico, facilitando lo smaltimento delle tossine. Da non dimenticare, inoltre, le barbabietole, che abbondano di vitamine del gruppo B e C, di magnesio, calcio, zinco, ferro e betacarotene, tutti importanti per stimolare la purificazione del corpo. Il limone, dalle molte proprietà benefiche, invece, contribuisce a convertire in forma solubile le tossine nell’acqua, favorendone l’eliminazione.
In una dieta depurativa che si rispetti è bene limitare i carboidrati, non rinunciare all’olio ed escludere completamente l’alcool, che ha un alto indice glicemico.

Fondamentale è il ricorso ai rimedi naturali offerti dalle tisane per depurarsi, come, ad esempio, quella al finocchio. Questo ortaggio ha capacità stimolanti nei confronti dello stomaco e dell’intestino. Per questo motivo la tisana al finocchio contrasta i problemi di digestione e il dolore addominale. Possiamo mettere a punto un infuso depurativo naturale, utilizzando 30 grammi di tarassaco, 30 grammi di finocchio, 30 grammi di carciofo e 10 grammi di menta.
Possiamo scegliere anche la tisana alla betulla: è drenante e per preparala ci servono 50 grammi di betulla, 50 di ortica essiccata e altri 50 di gramigna. Tutti questi elementi vanno lasciati in infusione in un litro di acqua bollente.

Il menu

La dieta ipocalorica che segue aiuta a depurare l’organismo. E’ abbastanza restrittiva, per cui deve essere seguita solo per due o tre giorni e possibilmente quando non si lavora o non si hanno troppi impegni. Vediamo insieme cosa mangiare per rimettersi in forma dopo le grandi mangiate delle feste.

Colazione

1 bicchiere di centrifugato di mela
1 bicchiere di centrifugato di carota
1 tazza di caffè d’orzo

Pranzo

1 frutto fresco di stagione
1 piatto di verdura condita con 1 cucchiaino di olio extravergine di oliva e succo di limone

Cena

Verdura mista cotta a vapore, condita con 1 cucchiaino di olio e succo di limone o aceto
60 grammi di riso integrale al pomodoro o con verdure fresche miste oppure 60 grammi di risotto con verdura a piacere (senza burro) oppure minestra di verdure con 30 – 40 grammi di riso

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